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....Sul Cammino di Enea

... Ripercorrendo le tappe del lungo viaggio dell’eroe leggendario attraverso il Mare Mediterraneo, avremo modo di riscoprire alcune località costiere della Grecia, della Puglia e della Sicilia ricche di storia, di archeologia e di bellezze paesaggistiche.


Enea, figlio di Venere, è il protagonista dell’Eneide, poema epico di Publio Virgilio Marone (70 a.C.-19 a.C.), poeta latino di età augustea.


L’episodio è raccontato da Virgilio nel libro III dell’Eneide (vv. 506 sgg.), per bocca dello stesso Enea:

"ci spingiamo innanzi sul mare, tenendoci accosti alle vicine scogliere Ceraunie, da dove è la via per l’Italia e più breve il viaggio sulle onde... e già, fugate le stelle, rosseggiava l’Aurora, quando da lungi scorgiamo oscuri colli e il basso lido dell’Italia...Le invocate brezze rinforzano, e già più vicino si intravede un porto, e appare un tempio di Minerva su una rocca. I compagni ammainano le vele e volgono a riva le prore. Il porto è incurvato ad arco dalla corrente dell’Euro; i suoi moli rocciosi protesi nel mare schiumano di spruzzi salati, e lo nascondono; alti scogli infatti lo cingono con le loro braccia come un doppio muro, e ai nostri occhi il tempio si allontana dalla riva".

L’episodio è descritto anche da Dionigi di Alicarnasso nelle “Antichità Romane” (I, 51). Lo storico di età augustea fa approdare le navi di Enea in diversi punti della costa italiana: “Enea e i suoi compagni non sbarcarono in Italia tutti nello stesso punto, ma la maggior parte delle navi approdò al Capo Iapigio, che allora era chiamato Capo Salentino, le altre al cosiddetto Athenaion, dove sbarcò lo stesso Enea: questa località consiste in un promontorio presso il quale vi è un ormeggio estivo, che da Enea prende nome di Porto di Afrodite”.

Il racconto di Virgilio e quello di Dionigi di Alicarnasso hanno indotto gli studiosi a localizzare l’approdo in Italia di Enea in differenti località poste lungo la costa salentina.

Tali ipotesi ci permettono di illustrare un itinerario turistico-culturale che tocca luoghi del Salento che sono stati o sono tuttora oggetto di indagini e di progetti di ricerca da parte degli archeologi e del SIBA dell’Università del Salento, ma anche di allestimenti museali, presso il Museo Sigismondo Castromediano di Lecce e il Museo Storico-Archeologico dell’Università del Salento.

La particolare conformazione dell’insenatura dove Enea attracca le navi, descritta da Virgilio, e il riferimento di Dionigi al Capo Iapigio hanno portato alcuni studiosi a ipotizzare che si trattasse della baia situata a Leuca, tra le due punte Ristola e Meliso, dove oggi sorge il santuario dedicato alla Madonna Finibusterrae.

 

Il Porto di Venere (Porto di Afrodite), ricordato da Dionigi di Alicarnasso, è per tradizione collocato a sud di Otranto nella baia di Porto Badisco, ma secondo alcuni è molto improbabile che Virgilio facesse riferimento a questa località. Qui, piuttosto, è stato ritrovato l’importante complesso neolitico della Grotta dei Cervi, luogo di culto preistorico unico nel suo genere in tutta Europa, con uno straordinario repertorio di pittogrammi, oggetto di studio e di acquisizione e ricostruzione tridimensionale da parte del SIBA, in collaborazione con il National Research Council Canada.

Roca, con l’adiacente baia di Torre dell’Orso, rappresentava, come ha dimostrato il prof. Cosimo Pagliara, il terminale italiano della più breve rotta di attraversamento del Canale di Otranto dall’opposta sponda balcanica. A tale rotta potrebbe far riferimento Virgilio quando ricorda che Enea, imbarcatosi a Butrinto, intraprese il tragitto più breve verso le coste italiane. Indagata da oltre vent’anni dall’Università del Salento, Roca ebbe sicuramente in epoca antica anche la funzione di approdo, segnato dalla presenza di una grotta-santuario, la Grotta della Poesia. In una parte dell’allestimento del Museo Storico-Archeologico dell’Università del Salento è illustrato quest’abitato, con particolare riferimento all’età del bronzo. L’età messapica di Roca, invece, è ben documentata dai corredi funerari esposti nel Museo Sigismondo Castromediano.

 

Nel racconto virgiliano, ad Enea giunto in vista dell’approdo sulle coste dell’Italia, appare su una rocca un tempio dedicato alla dea Minerva, detto dagli storici antichi “Castrum Minervae”. La denominazione del tempio è attestata come toponimo nella Tabula Peutingeriana, carta geografica del XIII secolo, copia di un documento di età romana. Recentissime indagini compiute dal prof. Francesco D’Andria presso Castro, hanno riaperto la questione sulla localizzazione dell’approdo di Enea proprio in questo centro costiero. L’archeologo D’Andria, sulla base di alcuni rinvenimenti archeologici, ritiene di aver scoperto il tempio di Minerva, presso il quale Enea, una volta sbarcato, avrebbe celebrato sacrifici alla dea.

 Veduta aerea di Castro1
Veduta aerea di Castro

Dopo la breve sosta nel Salento, Enea con i suoi compagni riprende il viaggio, navigando lungo le coste dell’Italia meridionale. Decide allora di fare il periplo della Sicilia, evitando lo stretto di Messina, dove si trovano Cariddi e Scilla. Poco prima di raggiungere il porto di Drepano, attuale Trapani, dove il padre Anchise muore, appare ai naviganti la “palmosa Selinunte”. Il sito archeologico di Selinunte con i suoi templi, in particolare il Tempio C, è stato oggetto di studio e di ricerca dell’Università del Salento e del SIBA che ha realizzato la ricostruzione tridimensionale e rappresentazione virtuale delle metope e della sala “Selinunte” del Museo Archeologico regionale di Palermo.

Quando l’eroe riprende il mare, una tempesta lo getta sulla costa cartaginese dove Virgilio ambienta la storia d’amore di Enea con Didone. Ma il volere degli dei è ben altro. Enea deve quindi riprendere il suo viaggio verso le coste del Lazio. Qui ha fine il suo cammino ma non le sue avventure.



Testo a cura di Grazia Maria Signore, Museo Storico-Archeologico - Università del Salento
Immagini e ricostruzioni 3D: Archivio Coordinamento SIBA - Università del Salento
Direzione e coordinamento: Virginia Valzano, Direttore Coordinamento SIBA
© 2008 Coordinamento SIBA Università del Salento


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